
Auguri di fine anno (e qualche libro per attraversarlo)
Ci sono momenti dell’anno in cui non servono proclami, liste infinite di buoni propositi o frasi motivazionali appese al frigorifero. Servono storie. Libri.
Quelle giuste. Quelle che arrivano quando abbassiamo la guardia.
La fine dell’anno è una soglia: non chiude davvero, non apre ancora. È un corridoio. E nei corridoi, si legge benissimo.
Per questo, invece di augurarvi un generico “buon anno” (che tanto dura quanto un brindisi), vi auguro tempo: tempo per leggere, per sostare, per riconoscervi in una pagina o per scoprire qualcosa che non sapevate di desiderare.

E allora ecco alcune letture da regalare (o regalarsi): non “imperdibili”, non “must”, ma necessarie a seconda di chi siete in questo momento.
Persuasione di Jane Austen. Per chi sente di dover ricominciare (anche senza aver finito)
Un romanzo che parla di seconde possibilità, di errori che non si cancellano ma si trasformano.
Storie in cui i personaggi non diventano versioni migliori di sé, ma versioni più vere.
Perfette per chi ha capito che ricominciare non significa tornare indietro, ma andare avanti con più consapevolezza.
Per chi ama le donne imperfette, ostinate, luminose
Tutte le biografie romanzate, i saggi narrativi, tutti i libri che contengono le storie di donne che hanno attraversato il loro tempo senza chiedere il permesso.
Non eroine patinate, ma figure complesse, spesso scomode.
Quelle che ci ricordano che la forza non è mai stata sinonimo di facilità.
Piccole Donne di Louisa May Alcott. Per chi ha nostalgia (ma non vuole restarci intrappolato)
Piccole Donne appartiene a quei romanzi che sanno guardare al passato senza idealizzarlo.
Che raccontano l’infanzia, l’adolescenza, i luoghi che ci hanno formati — con tenerezza, sì, ma anche con lucidità.
Perché la nostalgia, se ben scritta, non è una fuga: è una lente.
Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne. Per chi cerca una storia che tenga compagnia
Un libro che non chiede troppo, ma dà molto.
Una voce che resta accesa anche quando si chiude l’ultima pagina. Un viaggio avventuroso da gustare seduti in poltrona. Cosa chiedere di meglio?
Ideale per le sere lunghe, per chi legge i libri a letto, sul divano, sul kindle o con il telefono spento accanto (miracolo).
Leggere, oggi più che mai, è un atto politico e intimo insieme.
È scegliere di rallentare quando tutto accelera.
È fare spazio, quando il mondo ci chiede di riempire.
Grazie a chi legge i miei libri, a chi torna a leggerli, a chi arriva per caso.
Che il nuovo anno vi trovi felici davanti a una buona storia — perché è lì che, spesso, succede qualcosa di importante.
Buon tempo.
Buone letture.
E sì, anche buon anno.
Cinzia
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