La mia personale biblioteca e gli autori che mi hanno formata

Prima ancora di diventare una scrittrice, sono stata una lettrice vorace. Di quelle che entrano in una libreria “solo per dare un’occhiata” e ne escono ore dopo con il cuore pieno di storie, personaggi, frasi sottolineate e mondi in cui rifugiarsi. Sono cresciuta nella Libreria Giorgio di mio nonno Francesco a Venosa, circondata dall’odore della carta, da scaffali altissimi e da libri che per me, da bambina, sembravano porte segrete, magiche.

Prima ancora di capire cosa volessi diventare, avevo già capito dove mi sentivo a casa.

Credo che ogni autore nasca così: non soltanto dallo studio o dalla tecnica, ma dalle voci che lo hanno accompagnato negli anni, dai libri consumati, riletti, amati fino quasi a farli diventare parte della propria memoria emotiva.

Le scrittrici e gli scrittori che ho amato non mi hanno insegnato soltanto a scrivere. Mi hanno insegnato a guardare il mondo. Alcuni mi hanno trasmesso il senso dell’avventura. Altri il fascino del mistero. Altri ancora la profondità dei sentimenti, il peso della Storia, la malinconia, l’ironia, la libertà.

Un piccolo elenco, essenziale.

Forse, ancora oggi, quando mi siedo alla scrivania, nelle mie pagine ci sono anche loro.
Li ho messi in ordine alfabetico, proprio come nella mia biblioteca di casa. È il mio modo di dare ordine al caos meraviglioso delle storie che mi hanno formata.

  • Louisa May Alcott → mi ha insegnato la forza dei legami femminili, delle sorelle, delle giovani donne che cercano il proprio posto nel mondo senza rinunciare alla sensibilità.
  • Jane Austen → mi ha mostrato che l’ironia può essere più tagliente di qualsiasi scontro aperto, e che parlare d’amore significa spesso parlare di libertà, denaro e sopravvivenza sociale.
  • Elizabeth Abbott → mi ha insegnato che la Storia può raccontare anche ciò che per secoli è stato considerato marginale, intimo o indegno di essere tramandato, restituendo dignità alle vite dimenticate.
  • Charlotte Brontë → mi ha fatto capire che una donna può essere intelligente, inquieta, ambiziosa e ancora profondamente sé stessa, senza dover chiedere scusa per questo.
  • Emily Brontë → mi ha aperto le porte della passione più selvaggia, quella che non cerca approvazione e non vuole essere addomesticata.
  • Agatha Christie → mi ha trasmesso il gusto del mistero come gioco di intelligenza, eleganza e costruzione perfetta.
  • Arthur Conan Doyle → da lui ho imparato l’architettura del mistero e il piacere quasi matematico della costruzione narrativa.
  • Laurence Cossé → mi ha ricordato che i libri possono essere luoghi vivi, quasi sacri, e che chi ama leggere appartiene a una confraternita invisibile.
  • Alba de Céspedes → mi ha insegnato a guardare il mondo interiore femminile senza sentimentalismi e senza paura della complessità.
  • Charles Dickens → mi ha lasciato personaggi vivi, imperfetti, teatrali, capaci di restare impressi come persone reali.
  • Alexandre Dumas → mi ha trasmesso il ritmo del racconto, il piacere del feuilleton, i colpi di scena e il fascino immortale dell’avventura.
  • Umberto Eco → mi ha fatto capire che l’intelligenza narrativa può essere seducente, ironica e profondamente avventurosa.
  • Oriana Fallaci → mi ha dato il coraggio della voce, il rifiuto della neutralità e la forza di una donna che non si piega per risultare più accettabile.
  • Ugo Foscolo → mi ha trasmesso il culto della memoria, della nostalgia e delle passioni che sopravvivono anche all’assenza.
  • Elizabeth Gaskell → attraverso i suoi romanzi ho capito che la letteratura può essere insieme delicata e politica, intima e sociale.
  • Stella Gibbons → mi ha insegnato che si può essere ironici senza perdere profondità e che persino il mondo rurale può diventare un palcoscenico irresistibile.
  • Victor Hugo → mi ha mostrato che i romanzi possono contenere il dolore del mondo e trasformarlo in qualcosa di grandioso e umano.
  • Jacques Le Goff → mi ha insegnato a guardare il Medioevo come un mondo vivo, umano, attraversato da paure, simboli e desideri.
  • Laura Mancinelli → mi ha trasmesso il fascino del Medioevo narrato con rigore, mistero e sensibilità letteraria.
  • Alessandro Manzoni → mi ha fatto comprendere il peso della Storia dentro le vite private e il modo in cui i destini individuali vengono travolti dagli eventi collettivi.
  • Colleen McCullough → mi ha regalato il respiro del grande romanzo storico e la capacità di intrecciare sentimento, politica e destino.
  • Guy de Maupassant → da lui ho imparato l’eleganza del disincanto e la capacità di osservare senza illusioni la natura umana.
  • Margaret Mitchell → mi ha trasmesso il senso dell’epica sentimentale, delle protagoniste orgogliose e imperfette che continuano ad andare avanti anche quando il mondo intorno a loro crolla.
  • Daphne du Maurier → mi ha fatto capire che i luoghi possono avere un’anima e che l’assenza, a volte, può essere più ossessiva di qualsiasi presenza.
  • Elisa Novi Chavarria → mi ha insegnato a guardare la storia delle donne e della spiritualità con rigore, profondità e attenzione alle sfumature più nascoste della società.
  • Françoise Sagan → dietro il fascino, l’eleganza e la libertà mi ha insegnato a riconoscere una malinconia profondissima.
  • Muriel Spark → mi ha insegnato il gusto dell’intelligenza ironica, dell’ambiguità e delle atmosfere sottilmente inquietanti.
  • Colette → mi ha insegnato a osservare il desiderio, il corpo e la femminilità senza moralismi e senza paura della libertà.
  • Jules Verne → mi ha regalato il senso della meraviglia e l’idea che la narrativa possa spalancare mondi sconosciuti senza perdere il gusto dell’avventura.
  • Virginia Woolf → mi ha mostrato che il mondo interiore può essere vasto quanto un continente e che la scrittura può dare voce anche ai pensieri più invisibili.
  • Paola Zannoner → mi ha insegnato quanto sia importante parlare ai ragazzi con sincerità, senza mai trattare la letteratura come qualcosa di distante o elitario.
  • Michel Zink → mi ha insegnato che la letteratura medievale non appartiene al passato, ma continua a parlarci di desiderio, paura, amore e spiritualità.

Le persone oltre i libri.

Accanto ai libri, però, ci sono stati anche gli incontri reali. E tra le persone che hanno lasciato un segno profondo nella mia formazione c’è stato il mio professore, Romeo De Maio. È stato lui a trasmettermi il rigore dello studio e l’idea che la cultura non sia mai qualcosa di freddo o distante, ma una forma viva di passione e ricerca.

Negli anni ho avuto anche la fortuna di conoscere personalmente alcune delle voci che avevo ammirato da lettrice. Autori e autrici come Umberto Eco, Paola Zannoner, Elisa Novi Chavarria, Laura Mancinelli, Margaret Doody, Tullio De Mauro e Lawrence Norfolk, per citarne alcuni.

È stato emozionante scoprire che dietro i libri esistono persone vere, con le loro ossessioni, il loro studio e la loro umanità. Alcuni incontri hanno reso quei libri ancora più preziosi. Altri, invece… diciamo che è stato meglio amare le loro opere a distanza. Del resto, anche questa è una lezione che la lettura, prima o poi, insegna.

Oggi, quando entro nella mia biblioteca, non vedo soltanto scaffali pieni di libri.
Vedo tracce di vita, rifugi, scoperte, domande, consolazioni. Vedo la bambina che passava i pomeriggi nella libreria di suo nonno sfiorando copertine troppo grandi per le sue mani e la donna che ancora cerca, nelle storie, un modo per capire meglio il mondo e sé stessa.

Forse scrivere nasce proprio dal desiderio di restituire almeno una piccola parte della meraviglia ricevuta da chi, molto prima di noi, ha acceso una luce tra le pagine di un libro.

Leggi i miei libri: Libri di Cinzia

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